Il metro? Lasciamolo a casa...

Quante volte sui campi da calcio, ma di anche di qualsiasi altro sport, ci capita di ascoltare cose del tipo: “Guarda quanto è grosso, sarà sicuramente più grande dei nostri figli!”, “Chissà quanti anni avrà?!, fanno di tutto per vincere”, “Sembra un ventenne!”. Tipiche frasi di vari genitori, parenti o istruttori che si ritrovano ad assistere, durante una partita di giovani in età evolutiva, ad un ragazzo dalle qualità fisiche e tecniche più sviluppate e che probabilmente avrà un ruolo importante nella vittoria della sua squadra.

Ora, pur non volendo assolutamente negare la poca buonafede di molte società, per le quali conta la vittoria più di ogni altra cosa, e che quindi sono capaci di far giocare ragazzi di età superiore alla categoria pur di ottenerla, bisognerebbe provare ad osservare la situazione da un altro punto di vista. Riferendoci ad attività di giovani in età evolutiva infatti, sarebbe opportuno operare una distinzione tra quella che è l’età cronologica, e l’ età biologica del ragazzo.

L’età cronologica potremmo definirla come età anagrafica, ovvero una classificazione data dall’ anno di nascità.

Ben diverso è invece il concetto di età biologica. Essa indica lo stato di sviluppo fisiologico di un organismo rispetto alla media della popolazione. Meinel nel 1980 lo definì come: “L’ETÀ CHE UNA PERSONA ESPRIME IN RAPPORTO ALLA QUALITÀ BIOLOGICA DEI SUOI TESSUTI, ORGANI E APPARATI, COMPARATI A VALORI STANDARD DI RIFERIMENTO”. E’ quindi molto probabile che in un gruppo di ragazzi in età evolutiva le età biologiche saranno piuttosto eterogenee.

Ovviamente la mia è più una provocazione riferendomi ad alcuni genitori illuminati che vorrebbero vedere sempre trionfare i propri figli, anche in un’ età delicata dove la loro attenzione e quella degli istruttori potrebbe essere rivolta ad obbiettivi più importanti. Conoscere l’ età biologica in realtà è molto importante poiché: “Si da la possibilità ai tecnici di verificare se la formazione funzionale e strutturale dei giovani procede secondo un andamento tipico o devia da quest’ ultimo” (F.Ferretti, L’Allenamento fisico nel calcio). In questo modo gli istruttori-allenatori potranno scegliere uno stimolo allenante adeguato all’ età del ragazzo, anche nel caso in cui facessero parte della stessa categoria.

Secondo degli studi su calciatori tra 10-15 anni è stato riportato che il maggior grado di eterogeneità di età, e quindi con un numero di soggetti biologicamente più maturi della media, è riscontrabile nelle età tra gli 11-12 anni e tra i 13-14 anni. Uno degli strumenti più utilizzati per un calcolo approssimativo dell’ età biologica è il Body Mass Index (BMI), ovvero l’ indice di massa corporea. Questo si ottiene dividendo il peso del soggetto in Kg per il quadrato dell’ altezza in metri.

 

Ovviamente ci sarebbero metodi più precisi come strumenti per determinare l’ età ossea, anche perché sarebbe inattendibile utilizzare il BMI in caso di un giovane sovrappeso .

 

Roberto Scotto

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